Il miracolo di Santo Papocchio !

IL MIRACOLO DI SAN PAPOCCHIO

 

Nel suo letto di morte Gianni ripensava alla sua vita: le gite coi genitori quando era piccolo, la sua prima delusione amorosa, la laurea in ingegneria; per tutta la vita era stato una persona tranquilla e serena, ma soprattutto era stato un credente, fermamente convinto che al momento della sua morte – se in vita avesso condotto una vita casta e decorosa –  avrebbe ottenuto la dovuta ricompensa per una vita di sacrificio e castità. Gianni aveva sempre adorato le donne, ma per principio e per fede non ne aveva mai avuto una reale e profonda conoscenza; quello tra lui e l’altro sesso era un rapporto che – oggi – si suole definire platonico, ma che a conti fatti era qualcosa di ancora più astruso. Gianni e le donne non si erano mai incontrati, vivevano sullo stesso pianeta, ma i loro mondi erano separati da una cortina invisibile: Gianni le amava, eppure le ignorava. Troppo forte il suo senso di rigore per la castità, troppo ampio il suo credo nei comandamenti. Gianni amava le donne, ma non lo aveva mai potuto confessare. E così, mentre alla veneranda età di 85 anni, giaceva sul suo letto morente, con accanto a tenergli la mano un badante indiano che per 5 anni aveva pagato 300 euro al mese allo scopo di ricordargli di prendere le medicine e fargli da mangiare; adesso Gianni ripensava alla sua vita di sacrifici e – nell’ultimo barlume di lucidità – prima di chiudere per sempre gli occhi esprime un desiderio a Santo Papocchio protettore degli uomini soli. “Fammi rinascere – sussurra a voce bassa il vecchio morente – come sellino della cyclette di Jennifer Jopez ! “ … detto questo, Gianni socchiude gli occhi, spalanca la bocca e muore. È tutto buio, per alcuni minuti o forse per migliaia di anni – non è chiaro – Gianni non capisce dove si trova, intorno a sé è tutto buio e silenzioso; non si vede un colore, non si sente un rumore. Gianni pensa “sono forse andato oltre ? allora è questo l’aldilà ? una buia e silenziosa eternità fatta di nulla ? “ L’anima tuttavia, non fa in tempo a finire questo pensiero che inizia ad udire dei passi, prima lontani e poi via via più vicini. Oltre ai passi, Gianni inizia ad avvertire anche un profumo, una dolce e delicata fragranza femminile. I passi si sono fermati, qualche istante e Gianni ode un CLICK … e luce fu ! Un lampo di luce lo investe, dopo le tenebre che gli sono parse eterne, la luce risulta essere troppo forte, Gianni e accecato e non riesce a distinguere nulla intorno a lui, intanto i passi riprendono e si fanno sempre più vicini. Dopo lo shock iniziale, Gianni ricomincia a riacquistare pian piano la vista: il muro bianco che gli si parava innanzi diventa una macchia, la macchia inizia a ridursi e tutto intorno si incominciano ad intravedere delle sagome che via via diventano oggetti a lui noti: delle mensole, numerosi scatoloni, riviste, ed attrezzature ginniche di diverso tipo. Poi il profumo che prima aveva appena percepito torna a farsi sentire, ma questa volta più forte, più intenso, più vicino; Gianni ruota lo sguardo è vede lei, un angelo dai fianchi larghi ed invitanti, dalla tuta a vita bassa si intravede un addome scolpito del colore del bronzo, la figura si gira e sulle due natiche di marmo si legge una scritta JLo. Gianni è esterefatto, “allora – esclama ad alta voce, sebbene nessuno possa sentire la sua voce – allora Santo Papocchio ha accolto la mia supplica, mi ha fatto rinascere come sellino della cyclette di Jennifer Lopez ? Grazie Santo Papocchio, Grazie !!!!” . Se potesse ancora farlo, Gianni piangerebbe fiumi di lacrime di gioia, ma adesso è solo un sellino di cyclette ed il suo pianto è tutto interiore.  JLo, accarezza il sellino dell’attrezzo ginnico, Gianni ha un sussulto “se solo una mano può farmi questo effetto – pensa felice – chissà cosa proverò quando JLo appoggerà sul mio viso il suo dolce didietro ?”; a questo punto, Jennifer toglie la mano al sellino e rivolta a qualcun altro dice delle parole in americano. Gianni, talmente era preso dalla gioia per aver visto realizzarsi il suo desiderio, non aveva fatto caso all’altra presenza e poi c’era un altro problema: Gianni non spiccicava una sola parola d’americano. Senza nessun preavviso, Gianni avverte dei forti scossoni, vede il pavimento allontanarsi da lui ed intravede le braccia di almeno due persone che sollevano la cyclette –  nel cui sellino lui si è appena reincarnato – e la portano via. Solo per qualche istante, Gianni intravede uno scorcio di giardino, poi si ritrova stipato nel fondo di un furgone, uomini indaffarati gli posizionano tutt’intorno scatoloni con diverse cianfrusaglie, il portellone del furgone si chiude ed ancora una volta Gianni torna nel buio. Stavolta il buio non è silenzioso, Gianni percepisce chiaramente di trovarsi all’interno di un automezzo che viaggia su strada, ma non sa dove sta andando, così inizia a riflettere “Dunque, quando sono morto era il 9 di Luglio, eravamo quindi in piena estate! Mi sembra di aver letto da qualche parte, quando ero ancora in vita, che ogni estate JLo trascorre 20 giorni nella sua villa di Miami e che per l’occasione compie un vero e proprio trasloco dato che non riesce a separarsi dei suoi effetti personali. Ma certo, deve essere così ! Gianni – dice tra sé e sé – questa volta hai fatto il botto, te ne vai a Miami e, se sei fortunato, JLo farà esercizio sulla tua faccia… magari anche in bikini”. Il viaggio sembra essere interminabile, ma alla fine il furgone si ferma e – da dentro – Gianni vede gli uomini che prima lo avevano sollevato iniziare a scaricare tutto il ciarpame che avevano depositato nel furgone. Lui è l’ultimo ad essere trasportato fuori. Mentre gli uomini lo trasportano, Gianni si da un’occhiata intorno nessuna palma, niente sabbia, neanche una piscina solo un lungo viale in salita che conduce ad una struttura abbastanza anonima “strano – pensa Gianni – nelle riviste la villa di JLo sembrava diversa ? Bah… forse erano foto vecchie !”. Dopo dieci minuti di strapazzamento, Gianni viene riposto in una struttura che sembra una palestra , accanto a lui almeno altre 10 cyclette e tutto intorno specchi e diversi altri attrezzi ginnici; il silenzio della scena è interrotto da una serie di passi in avvicinamento, non di una persona ma almeno di una quarantina di piedi, sembrano passi molto pesanti. Una donna con una tuta sintetica rossa, con appeso al collo un fischietto e che tiene in mano una cartellina, si pone al centro della stanza attorniata da una folla di gente in sovrappeso. La donna prende la cartelletta e legge un messaggio per i suoi ascoltatori “Dear people of the Patholocical Obesity Center of Massachussets, i hope that my hold gynnic equipment can help you to be in healt. A kiss, by JLo”. Detto questo la donna con la tuta rossa soffia nel suo fischietto e tutte le persone in sovrappeso iniziano a prendere posto su uno degli attrezzi. Gianni, non capisce bene cosa stia succedendo, sa solo che una corpulenta donna di colore – peserà almeno 160 Kg – dal body color pesca si sta avvicinando a lui, poggia una mano sul manubrio della cyclette, si da una spinta col piede su uno dei pedali e poi la luce va via via oscurandosi fino a che Gianni non vede più nulla intorno a sé.

Santo Papocchio non è solo il protettore degli uomini soli, come dice il suo nome, è anche un santo parecchio incasinato.

Se potesse ancora farlo, Gianni piangerebbe fiumi di lacrime, ma adesso è solo un sellino di cyclette ed il suo pianto è tutto interiore.

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